Comune di Piedimonte San Germano
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Il Turista e il Territorio

 

Luoghi della memoria

Il territorio comunale è tra quelli che si trovavano nei pressi della Linea Gustav durante la seconda guerra mondiale e ha quindi conosciuto le tragedie che hanno contraddistinto la battaglia che si è combattuta tra i tedeschi e le forze alleate che marciavano verso Roma.

In particolare il territorio di Piedimonte ha fatto parte della seconda linea di difesa costruita dai tedeschi per arginare le forze alleate che avessero sfondato la linea Gustav. Tale linea fu chiamata Linea Hitler e poi "sbarramento Senger".

La linea "Hitler" viene predisposta sulle pendici del Monte Cairo, Pizzo Corno, dove con la Gustav costituisce un vero e proprio perno rotante, ingloba Piedimonte San Germano Alta (che si erge a cittadella fortificata e suo caposaldo), più a valle lambisce il territorio di Castrocielo, taglia la Casilina e, attraverso Aquino, raggiunge Pontecorvo, dove due ulteriori prolungamenti attanagliano gli Aurunci e sbarrano il passaggio ai "liberatori" fino al Mar Tirreno. Questo secondo sistema, approntato sul finire del 1943 e dalla profondità di circa un chilometro, viene potenziato nella primavera del 1944 e consiste in un complesso di valichi e campi minati, fossati e pezzi controcarro, reticolati e postazioni difensive, casematte d'acciaio ma in particolare bunker in cemento armato di diversa tipologia con postazioni in grado di contrastare l'avanzata sia delle truppe appiedate che delle forze corazzate. Queste ultime si trovano a fronteggiare le micidiali "Pantherturm", bunker in cemento armato interrati da cui si elevano, dal suolo, torrette provenienti dai carri armati tedeschi ed equipaggiate con due mitragliatrici ed un cannone da 75 mm.

Nonostante l'invidiabile superiorità di uomini e mezzi, gli Alleati non hanno ancora ben chiaro cosa stanno per affrontare. Nei loro piano, però, c'è la certezza che la presa di Piedimonte San Germano sia di vitale importanza, vista la sua posizione dominante rispetto alla via Casilina, obiettivo agognato per mesi essendo l'unica strada percorribile dalle truppe meccanizzate per raggiungere velocemente Roma.

Il territorio di Piedimonte San Germano, assai favorevole ai suoi difensori, è nel settore che ricade sotto la responsabilità del XIII British Corps, il quale assegna l'incarico della sua liberazione al II Korpus Polski. Il comando, a sua volta, predispone l'intervento del 6 Pulk Pancerny "Dzieci Lwowskich".

La battaglia di Piedimonte San Germano si articola in più fasi a partire dal 20 Maggio 1944. Essa è caratterizzata da un'azione congiunta di forze corazzate e fanteria.

Le perdite per i polacchi sono state significative, diversi ufficiali restarono feriti e uccisi sul campo, in particolare i comandanti di due degli squadroni del 6° reggimento corazzato e uno al comando delle truppe di fanteria che effettuavano continui tentativi di attacco da nord-est.

Quando, il mattino del 25 Maggio, il 15° battaglione della 5 Kresowa Dywizya Piechoty e alcuni elementi appiedati dell'equipaggio dei carri distrutti entrarono a Piedimonte, anche la quota 553 era in mano alleata. A difesa delle rovine del secolare abitato, ancora fumanti, restavano solo due bunker, dai quali, sotto il tiro delle armi automatiche dei polacchi, alcuni paracadutisti tedeschi esibirono timidamente una bandiera bianca, in segno di resa. Ma a sorprendere i polacchi fu la presenza di alcuni civili, che, contravvenendo all'ordine di evacuazione emanato a più riprese dai comandi tedeschi a partire dai primi giorni di occupazione, in quel momento uscirono dagli anfratti e dai rifugi di fortuna che per mesi li avevano segretamente ospitati.

L'ultimo baluardo fu quindi raggiunto, la via Casilina fu liberata ed esattamente una settimana dopo l'occupazione polacca delle rovine dell'Abbazia di Montecassino, un secondo vessillo venne orgogliosamente issato sui resti del castello di Piedimonte San Germano.

Un rapporto di gratitudine lega quindi la comunità tutta ai soldati polacchi che combatterono per vincere la resistenza tedesca e che liberarono la città.

Di rilevante importanza è l'obelisco innalzato subito al di fuori delle mura del castello medievale, a simbolo e ricordo di coloro che hanno combattuto per la pace e per la libertà, posto all'apice del colle della memoria. 

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